Curcuma in polvere con cucchiaio di legno e grani di pepe nero, ingredienti studiati per il loro ruolo nell'alimentazione oncologica.

Curcuma: tra tradizione ayurvedica e oncologia moderna

L’“oro delle spezie” molto promettente nella prevenzione oncologica e durante le terapie oncologiche, ma da consumare con intelligenza

Profumata e leggermente amara, la curcuma è la radice che “colora di giallo” i curry del subcontinente indiano da migliaia di anni. Nella medicina ayurvedica è considerata un elisir universale impiegato tanto per disturbi digestivi che stati infiammatori e molto altro. Negli ultimi due decenni, la curcumina, il suo principale principio attivo, è diventata una delle sostanze naturali più studiate al mondo in ambito oncologico. Una promessa enorme, che tuttavia necessita di alcune importanti precisazioni.

La curcumina costituisce circa il 3-5% della curcuma in polvere ed è a lei che si deve il colore giallo intenso come gran parte delle proprietà biologiche della radice. Alcuni studi avrebbero in particolare evidenziato la sua capacità di inibire la proliferazione cellulare tumorale, potenziare l’effetto di alcuni farmaci chemioterapici, indurre apoptosi (eliminazione di cellule a DNA danneggiato) e ridurre l’angiogenesi (formazione di nuovi vasi sanguigni a partire dai preesistenti). Il problema principale della curcumina, tuttavia, è la sua scarsa biodisponibilità: assunta da sola viene assorbita dall’intestino in quantità minime.

Perché abbinare la curcuma al pepe nero?

Qui entra in gioco un’intuizione della medicina tradizionale indiana, confermata dalla ricerca moderna: la “piperina”. Contenuta nel pepe nero, secondo alcune ricerche aumenterebbe la biodisponibilità della curcumina fino al 2.000%. Basterebbero insomma solo alcuni milligrammi di pepe nero per trasformare una spezia difficilmente assorbibile in un composto biodisponibile. Non solo: anche l’abbinamento con grassi sani come olio extravergine o latte di cocco, essendo la curcumina liposolubile, risulterebbe migliorativo per l’assorbimento di quest’utile elemento.

Mani che macinano pepe nero fresco durante la preparazione di una ricetta con curcuma e ingredienti utili nell'alimentazione oncologica.

Quali sono gli effetti della curcuma in oncologia?

Numerosi risultati riferirebbero della curcumina come promettente “chemiosensibilizzante” (in grado cioè di potenziare l’efficacia delle terapie chemioterapiche), oltre che efficace agente antinfiammatorio in grado di ridurre alcuni marker di progressione tumorale. Alcuni trial clinici in pazienti con tumori del colon-retto, di pancreas, mammella e prostata, riporterebbero in questo senso conclusioni incoraggianti anche se, prima di “cantare vittoria”, è opportuno operare studi a maggior ampiezza, con dosi e protocolli efficaci. È bene però da subito sottolineare una cosa: elevate dosi di curcumina (sotto forma di integratori) possono interferire con alcuni farmaci oncologici, mai dunque auto-prescriverseli senza consulto medico.

Quanta curcuma si può mangiare al giorno?

L’uso di 1-2 cucchiaini al giorno di curcuma, è sicura per la stragrande maggioranza dei pazienti oncologici e rappresenta un’ottima scelta di prevenzione e complemento. È, come abbiamo detto, un potente anti-infiammatorio e antiossidante alimentare, ben tollerato a stomaco pieno. Ma attenzione alle controindicazioni: non andrebbe assunta in caso di calcoli alla colecisti o disfunzione epatica significativa senza prima confrontarsi col medico.

Primo piano di curcuma in polvere raccolta con un cucchiaio di legno, spezia ricca di curcumina utilizzata nell'alimentazione oncologica.

RICETTE SEMPLICI CON CURCUMA DURANTE LE TERAPIE

Zuppa dorata di lenticchie rosse con curcuma

Ingredienti (4 persone):

300g di lenticchie rosse decorticate, 1 cipolla, 2 spicchi d’aglio, 1 carota, 400ml di latte di cocco light, 600ml di brodo vegetale, 2 cucchiaini di curcuma in polvere, 1 cucchiaino di pepe nero macinato fresco, 1 cucchiaino di cumino, 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, sale, succo di mezzo limone, prezzemolo fresco.

Preparazione:

Scaldate l’olio in una pentola capiente e fate soffriggere dolcemente cipolla e aglio tritati. Aggiungete carota a dadini e dopo 3 minuti le spezie (curcuma, pepe, cumino), da tostare per circa un minuto mescolando lentamente. Unite le lenticchie sciacquate, il brodo e il latte di cocco. Portate a ebollizione e cuocete a fuoco dolce per 20-25 minuti fino a che le lenticchie non si disfano. Frullate parzialmente per ottenere una consistenza cremosa o grossolanamente cremosa. Aggiustate di sale, aggiungete il succo di limone e il prezzemolo fresco. Servite calda. Questa zuppa è nutriente, ricca di proteine vegetali, anti-infiammatoria e particolarmente adatta nelle giornate di stanchezza post-terapia.

Disclaimer

Nessun alimento ha proprietà terapeutiche. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere medico. In caso di patologia oncologica, ogni modifica dell’alimentazione deve essere concordata con il proprio oncologo o dietista.

👉 La LILT offre consulenze nutrizionali dedicate ai pazienti oncologici, per aiutarti a:

  • gestire gli effetti collaterali
  • mantenere energia, massa muscolare e peso durante le terapie oncologiche
  • costruire un’alimentazione sostenibile e personalizzata

📞 Puoi contattarci telefonicamente 0471 402000 o via email angelica.liltbolzano@gmail.com  per ricevere informazioni o prenotare una consulenza con la nostra nutrizionista oncologica.

Dott.ssa A. Sagrawa
Dietista dell’ambulatorio di nutrizione oncologica della LILT Bolzano