Dalle terapie sottocutanee all’oblio oncologico: il paziente torna al centro
Il fine settimana scorso, a Bolzano, si sono svolti due interessantissimi convegni oncologici. Il venerdì oltre duecento persone hanno infatti affollato il Museion per un incontro sull’umanizzazione delle cure (organizzato dal dott. Luca calabrese), mentre il 9 e 10 seguenti, alla Sparkasse Academy, si è parlato di “Percorsi integrati e nuove frontiere del trattamento del carcinoma mammario: la donna al centro”, evento che, organizzato dal dott. Luca Tondulli e giunto alla 4ª edizione, si è confermato di altissimo livello tanto per qualità dei relatori che centralità del tema. Già verticale sul carcinoma della mammella, la due giorni ha infatti puntato ad approfondire non tanto la malattia quanto chi la attraversa. È seguita l’altrettanto apprezzata sessione dedicata, tra l’altro, alle associazioni. Ivo Gentilini, chiamato a intervenire in qualità di presidente LILT Bolzano, restituisce di seguito un ricco ed articolato quadro di quanto emerso sul fronte delle novità terapeutiche ma, soprattutto, di una rinnovata sensibilità al paziente.
Tra le prime trova posto la somministrazione sottocutanea di svariati farmaci antitumorali finora infusi esclusivamente in vena: “Un’innovazione in grado di trasformare le lunghe ore d’attesa, seduti in poltrona o sui lettini di reparto, in pochi minuti d’inoculazione – ha spiegato Gentilini -.Le ricadutepositive in termini di riduzione dello stress per le pazienti sono evidenti, ma va anche consideratoil concretovantaggio in termini d’allocazione degli stessi nelle strutture di day hospital, così maggiormente libere di dedicarsi a numeri e qualità crescenti d’assistenza. Durante l’esposizione di quest’importante innovazione somministrativa – ha specificato il medico – ho anche potuto sincerarmi che il trattamento non comportasse sensibili aumenti della spesa sanitaria a parità di rischi e benefici. Spero che la nostra provincia adotti quanto prima questa soluzione”.
Dei molti temi trattati nelle due occasioni d’aggiornamento colpisce soprattutto la profonda rivalutazione dell’elemento umano: “In un’epoca che ha abituato i professionisti della salute a fissare spesso uno schermo invece del paziente – ha osservato soddisfatto il presidente LILT -, ritengo indispensabile tornare a posare lo sguardo sui pazienti. Da tempo auspicavo che si riconoscesse la dovuta centralità della persona rispetto ai suoi organi o alla malattia”. Particolarmente interessante sul tema dell’empatia medica e della vicinanza al paziente è un’iniziativa portata all’attenzione dei presenti dal Policlinico Gemelli di Roma: “Circa cinquecento studenti di medicina – ha raccontato Gentilini – vengono ricorsivamente invitati a trascorrere del tempo al pronto soccorso col precipuo scopo d’offrire presenza e ascolto. Ogni ipotesi diagnostica o terapeutica è espressamente bandita: devono solo instaurare con i pazienti relazioni autentiche e imparare a conoscerli davvero. Attenzioni che si rischiava di perdere e che sono invece fondamentali, così come la comprensione a tutto tondo dei bisogni di chi soffre. Qualcosa – ha affermato – che il convegno sembra finalmente rivendicare a gran voce”. Rientrano in questa prospettiva l’immagine di sé, della sessualità o gli equilibri di coppia, cui è stato dedicato doveroso spazio nella due giorni. “Dalla prima reazione alla diagnosi di tumore, passando per le modifiche fisiche, fino al modo in cui si vivono terapie o interventi – ha osservato il medico -, sono innumerevoli le ferite che richiedono sensibilità e ascolto. Anche a terapie concluse o dopo remissione il cancro lascia comunque un segno nella coscienza – ha concluso – senza contare l’irriducibile incubo che possa tornare”.
Al Museion è stata illustrata la Carta di Udine. Enzo Grossi ha quindi descritto i contorni della “prescrizione culturale”: la possibilità, cioè, che un medico sigli su ricetta visite a un museo o una passeggiata in un parco naturale. “Numerosi Paesi adottano con successo questa pratica – ha confermato Gentilini –, poiché è ampiamente provato che il bello attenui la depressione e favorisca il rilascio di endorfine utili a chi è in cura. Le concrete, positive ricadute sull’esito finale delle terapie sono note. E non solo l’arte o la natura risultano benefiche – ha spiegato –: anche la musica, purché vissuta come un’esperienza inclusiva e partecipativa (forte cioè di spiegazioni che aiutino a comprenderla al meglio), può fare la differenza”.
Se la “cura dell’anima” ha ricadute concrete sulla salute, anche un’adeguata informazione circa diritti, scelte e possibilità non può esser trascurata. Non a caso tra i molti interventi d’interesse il convegno ha toccato anche la preservazione della fertilità e il diritto all’oblio oncologico. “Nel primo caso, dal reparto di Ginecologia dell’ospedale di Brunico è giunto un messaggio chiaro: il tempo conta, perché con l’età cala la probabilità di congelare ovociti vitali. È dunque fondamentale una divulgazione preventiva, ma anche un’informazione tempestiva su limiti e possibilità offerte alle pazienti dalla tecnologia, non ultimo sul fatto che la crioconservazione sia oggi a carico dall’Azienda sanitaria. In Alto Adige, va detto, manca ancora, a differenza del Trentino, un percorso codificato. Spero – ha auspicato il presidente LILT – che qualcosa cambi al più presto”. Rispetto invece all’oblio oncologico, il medico ha ammesso: “Non vi sono grandi novità. La legislazione è ferma alla legge 193 del 2023, con l’unica aggiunta del Provvedimento IVASS 169 del gennaio scorso. Ancora, tuttavia, troppe assicurazioni o agenzie di ricerca lavoro pare non siano aggiornate o, peggio, non rispettino volutamente le norme prorompendo in domande illecite. Ogni paziente dovrebbe allora esser messo a parte dei propri diritti e debitamente informato sull’iter da attivare nello stesso ospedale in cui è in cura”.
La corretta informazione ha quindi interessato anche un altro nodo importante: il sempre più pericoloso e diffuso ricorso a Google, all’IA o improvvide pagine social per consigli sulla salute. “La due giorni ha ben fatto a dare spazio a un argomento che merita seria riflessione: la sarcopenia, cioè la progressiva e generalizzata perdita di massa, forza e funzionalità muscolare, è una condizione che ricorre con crescente frequenza anche a causa dell’erronea convinzione che il cancro vada ‘affamato’. Nulla di più sbagliato – ha chiosato Gentilini –. Condizioni simili, spesso effetto di presunte ‘diete anticancro’ diffuse in rete, rendono più difficile proseguire il percorso terapeutico. Digiuni o regimi alimentari ipocalorici comportano solo il rischio di malnutrizione e nulla di buono aggiungono allo stato di un malato che, anzi, deve assumere il corretto quantitativo di proteine per affrontare meglio le cure”.
Chiamato, al pari d’altre associazioni, a portare la propria esperienza, il numero uno di LILT Bolzano ha descritto alla platea attività, iniziative, attenzioni e campagne informative svolte e in corso. Delle azioni promosse dall’ente di Piazza Cadonna hanno entusiasmato in particolare le proposte dedicate all’attività fisica, la consulenza nutrizionale e il sostegno psicologico. In comune con le altre realtà del territorio è emersa invece la difficoltà nel garantire l’assistenza domiciliare. Qualcosa che, complice proprio il promettente, nuovo, corso intrapreso dall’umanizzazione delle cure, si spera di risolvere.