I mirtilli fanno bene durante le terapie oncologiche? Scopri benefici, controindicazioni e come consumarli in sicurezza durante la chemioterapia.
Mirtilli e salute: perché sono così studiati
Sia quelli coltivati (“Vaccinium corymbosum”) che i selvatici (“Vaccinium myrtillus”), piccoli e dal sapore più intenso, sono tra i frutti più densi di sostanze bioattive conosciute. Erano parte dell’alimentazione delle popolazioni nordiche e alpine da secoli, utilizzati anche nella medicina popolare per disturbi intestinali e della vista. Oggi la ricerca scientifica li ha posti sotto i riflettori, confermando molte intuizioni della tradizione.
Cosa contengono i mirtilli
Il colore violaceo dei mirtilli è prodotto dagli “antociani”, un gruppo di flavonoidi con potente attività antiossidante e anti-infiammatoria, oggetto d’intense ricerche per la loro capacità di proteggere il DNA cellulare dai danni ossidativi, ritenuti uno dei fattori scatenanti dell’oncogenesi. Oltre agli antociani, i mirtilli contengono acido ellagico, resveratrolo, vitamina C, vitamina K e manganese.
Mirtilli e tumori: cosa dice la ricerca
Alcuni studi hanno evidenziato come gli antociani dei mirtilli inibirebbero la proliferazione di linee cellulari tumorali in particolare a carico di colon, mammella e prostata favorendo l’“apoptosi”, cioè un processo di eliminazione di cellule a DNA danneggiato. Un’analisi datata al 2026 ha inoltre suggerito un’associazione tra riduzione del rischio di tumori del tratto gastrointestinale e consumo di frutti di bosco ricchi di antociani. Una maggiore concentrazione dei quali risulterebbe maggiore nei mirtilli selvatici, rendendoli dunque preferibili (se di origine sicure e controllata) a quelli coltivati. Un ultimo importante pregio dei piccoli frutti blu interessa la salute cardiovascolare: concorrerebbero infatti, secondo alcune evidenze scientifiche, a ridurre i marker infiammatori (proteina C reattiva, IL-6) tra l’altro associati alla progressione tumorale.
È importante però ricordare che: questi effetti non significano che i mirtilli “curino” il cancro ma che possono far parte di un’alimentazione varia e di supporto alla salute.
Mirtilli durante la chemioterapia: si possono mangiare?
Durante chemioterapia e radioterapia, l’organismo è sottoposto a un elevato stress ossidativo. Ecco perché il già accennato apporto di antiossidanti alimentari può risultare benefico. Attenzione: è comunque sempre importante confrontarsi in merito con l’oncologo, poiché dosi elevate di integratori antiossidanti possono interferire con alcune terapie. Durante le terapie, i mirtilli possono essere consumati, ma con alcune attenzioni: Meglio evitare succhi concentrati di mirtillo, possono interferire con il metabolismo di alcuni farmaci. Invece, consumati come alimento intero, i mirtilli sono generalmente considerati sicuri e ben tollerati. Morbidi, facilmente masticabili, dolci quanto basta, sono adatti anche in presenza di mucosite lieve o ridotto appetito. In caso di diarrea o disturbi intestinali, può essere utile limitare temporaneamente la frutta fresca, inclusi i mirtilli. Il loro ridotto contenuto calorico li rende inoltre indicati anche in pazienti che tendono all’aumento di peso durante la terapia ormonale.
Come mangiare i mirtilli durante le terapie
Freschi o surgelati (la congelazione ne preserva bene le caratteristiche), possono essere assunti da soli o in yogurt, frullati, porridge d’avena. Meglio tuttavia evitare succhi industriali di mirtillo, poiché il processo produttivo riduce drasticamente il contenuto di antociani. Frequenza e porzione consigliata di consumo: 100-150g al giorno, o almeno 4-5 volte a settimana.
LA RICETTA
Porridge d’avena con mirtilli e semi di lino
Una ricetta facile con mirtilli per pazienti oncologici
Ingredienti (2 persone):
100 g di fiocchi d’avena integrali
400 ml di bevanda vegetale non zuccherata
150 g di mirtilli freschi o surgelati
1 cucchiaio di semi di lino macinati
Cannella q.b.
Sciroppo d’acero (facoltativo)
Preparazione:
Portate a quasi ebollizione la bevanda vegetale in un pentolino. Aggiungete i fiocchi d’avena e cuocete a fuoco dolce mescolando per 5-7 minuti fino a ottenere una consistenza cremosa. Spegnete il fuoco, aggiungete la cannella e i semi di lino macinati. Versate in ciotole e guarnite con i mirtilli (se surgelati, lasciateli scongelare a temperatura ambiente per 10 minuti prima). Dolcificate con pochissimo miele se gradito.
Un pasto nutriente, digeribile e utile nelle mattine più difficili durante la terapia.
Attenzione:
Nessun alimento ha proprietà terapeutiche. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere medico. In caso di patologia oncologica, ogni modifica dell’alimentazione deve essere concordata con il proprio oncologo o dietista.
Un supporto personalizzato fa la differenza
Durante un percorso oncologico, l’alimentazione deve essere adattata alla persona e alla fase della terapia. Non esistono indicazioni valide per tutti, ogni paziente può avere esigenze, sintomi e tolleranze diverse. Per questo la LILT Bolzano offre consulenze di nutrizione oncologica dedicate ai pazienti oncologici, per aiutarli a:
- gestire gli effetti collaterali
- mantenere massa muscolare e peso
- costruire un’alimentazione sostenibile e personalizzata
Puoi contattarci telefonicamente al 0471402000 o via email info@liltbolzanobozen.com
per ricevere informazioni o prenotare una consulenza.
Dott.ssa A. Sagrawa
Dietista dell’ambulatorio di nutrizione oncologica della LILT Bolzano