Pomodori rossi freschi ricchi di licopene utilizzati nell’alimentazione per la prevenzione oncologica.

Pomodoro e tumori: benefici del licopene e uso durante le terapie oncologiche

Il pomodoro fa bene durante la chemioterapia? Scopri i benefici del licopene nella prevenzione dei tumori, quando evitarlo e come consumarlo durante le terapie oncologiche.

Rosso, succoso, onnipresente nella cucina mediterranea: il pomodoro è molto più di un ingrediente. È uno dei cibi più studiati nell’ambito della ricerca oncologica preventiva, grazie a una molecola straordinaria: il “licopene”, cioè lo stesso pigmento che gli conferisce il caratteristico colore rosso vivo. Ma la storia del pomodoro come alleato della salute è anche una storia di “riabilitazione”. Per secoli, dopo la sua introduzione in Europa dalle Americhe nel XVI secolo, fu infatti considerato meramente ornamentale e persino velenoso. Oggi per fortuna non è più così e lo conosciamo come uno degli alimenti più preziosi che possiamo portare in tavola.

Cos’è il licopene e a cosa serve?

È un elemento appartenente alla famiglia dei carotenoidi che si è dimostrato essere uno dei più efficaci antiossidanti presenti in natura. A differenza di molti altri nutrienti, inoltre, la sua biodisponibilità aumenta con la cottura: il calore trasforma il licopene in una forma più facilmente assorbibile dall’organismo, facendone una delle poche eccezioni nel mondo alimentare in cui cuocere un alimento ne potenzia le proprietà benefiche.

Pomodoro e tumori: cosa dice la ricerca?

Numerosi studi epidemiologici hanno evidenziato un’associazione inversa tra consumo di licopene e rischio di tumore alla prostata: gli uomini con più alti livelli di licopene nel sangue mostrerebbero infatti un rischio significativamente ridotto. Le evidenze sono interessanti anche per i tumori di polmone, stomaco e collo dell’utero. Il meccanismo d’azione di quest’importante molecola del pomodoro è inoltre multifattoriale, offrendosi all’organismo come inibitore della proliferazione cellulare tumorale, riducendo lo stress ossidativo del DNA e modulando la comunicazione tra cellule (“gap junctions”). I pomodori contengono anche vitamina C, vitamina E, betacarotene e flavonoidi, tutti con proprietà antiossidanti e anti-infiammatorie sinergiche.

Pomodoro durante la chemioterapia: quando è utile?

È noto come trattamenti chemioterapici comportino nausea e stanchezza con conseguente difficoltà ad alimentarsi. Il pomodoro, nelle sue mille forme, è di contro generalmente ben tollerato. La salsa di pomodoro cotta, arricchita con olio extravergine d’oliva (che migliora ulteriormente l’assorbimento del licopene), è un’ottima fonte di energia e nutrienti facilmente assimilabili.

Quando evitarlo?

Dobbiamo fare attenzione invece se si presenta:

  • mucosite orale
  • gastrite o forte acidità

In questi casi: meglio scegliere salse cotte a lungo (meno acide) oppure sospendere temporaneamente, se non tollerato. Il pomodoro concentrato o essiccato può essere utile in piccole quantità per aumentare l’apporto di nutrienti quando l’appetito è scarso.

Come aumentare l’assorbimento del licopene

La regola d’oro è: cottura + olio. Una salsa di pomodoro cotta con olio extravergine d’oliva fornisce quantità di licopene biodisponibile fino a 5 volte superiori rispetto al pomodoro crudo. Per chi ama il pomodoro fresco, invece, è consigliabile abbinarlo a condimenti grassi sani come olio, avocado o noci che ne migliorano l’assorbimento. Frequenza consigliata: almeno 3-4 porzioni settimanali di pomodoro in diverse forme, privilegiando quello di stagione, maturo e, se possibile, biologico.

La Ricetta

Shakshuka di Ceci

Questa versione sostituisce le uova della ricetta originale con i ceci, che assorbono il sapore del sugo diventando teneri e gustosi.

Ingredienti (per 2 persone)

500g di pomodori maturi (o una polpa di qualità)

250g di ceci precotti (ben sciacquati)

1 peperone rosso, tagliato a cubetti

1 cipolla rossa piccola e 2 spicchi d’aglio

1 cucchiaino di cumino

1 di paprica dolce (o affumicata)

un pizzico di peperoncino.

Prezzemolo o coriandolo fresco

olio EVO

sale e pepe

Preparazione:

In una padella capiente, scaldate un giro d’olio e rosola la cipolla affettata finemente con il peperone per circa 5-7 minuti, finché non si ammorbidiscono. Aggiungete l’aglio tritato e le spezie (cumino, paprica, peperoncino) e lasciate quindi tostare per un minuto finché il profumo non si sprigiona. A questo punto unite i pomodori tagliati a pezzetti (o la polpa), schiacciateli leggermente con la forchetta, aggiustate di sale e lascia cuocete a fuoco medio per 10 minuti finché il sugo non inizia a restringersi. È ora il momento di versare i ceci nella padella. Mescolate bene e lasciate insaporire per altri 5-8 minuti (se il sugo si asciuga troppo basterà aggiungere un goccio d’acqua). A questo punto spegnete il fuoco e completate con un’abbondante manciata di erbe fresche e un filo d’olio a crudo. Accompagnate il piatto con dei crostini di pane integrale o della pita calda per fare scarpetta (obbligatoria!).

Una preparazione semplice, nutriente e completa, adatta anche durante le terapie.

Attenzione:

Nessun alimento ha proprietà terapeutiche. Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono il parere medico. In caso di patologia oncologica, ogni modifica dell’alimentazione deve essere concordata con il proprio oncologo o dietista.

Un supporto personalizzato fa la differenza

Durante un percorso oncologico, l’alimentazione deve essere adattata alla persona e alla fase della terapia. Non esistono indicazioni valide per tutti, ogni paziente può avere esigenze, sintomi e tolleranze diverse. Per questo la LILT Bolzano offre consulenze di nutrizione oncologica dedicate ai pazienti oncologici, per aiutarli a:

  • gestire gli effetti collaterali
  • mantenere massa muscolare e peso
  • costruire un’alimentazione sostenibile e personalizzata

Puoi contattarci telefonicamente al 0471402000 o via email info@liltbolzanobozen.com
per ricevere informazioni o prenotare una consulenza.

Dott.ssa A. Sagrawa
Dietista dell’ambulatorio di nutrizione oncologica della LILT Bolzano