Arianna Bravi: “Obbiettivo riconoscersi: così contribuisco a restituire fiducia”
Arianna Bravi, die neue Mitarbeiterin von LILT Bozen, ist eine junge und leidenschaftliche Permanent-Make-up-Artistin. Als Profi möchte sie ihre Kompetenzen in den Dienst jener Frauen stellen, die infolge einer Therapie ihre Augenbrauen verlieren. Der partielle oder vollständige Verlust der Augenbrauen ist eine Nebenwirkung, mit der sich viele Frauen nach onkologischen Behandlungen auseinandersetzen müssen. Es handelt sich um einen Zustand, der oft schwere Folgen hat: Die Patientin hat Mühe, sich selbst wiederzuerkennen, betrachtet mit Befremden die Veränderung ihrer Gesichtszüge und muss sich der Realität einer Krankheit geschlagen geben, die auch im Spiegel „lastet“. Genau hier kann Microblading helfen. Und so entstand dieses Projekt, das diesen Frauen wieder „Blicke“ voller Zuversicht schenken soll.
Cosa l’ha avvicinata a quella che più che procedura estetica sembra avere molto in comune con l’arte?
“Accanto agli altri trattamenti estetici ho sempre nutrito interesse per la dermopigmentazione, apprendendo così come tatuare labbra e sopracciglia. Ad attirarmi sono state, in particolar modo, le nuove e più performanti soluzioni d’intervento. Se infatti in passato i risultati potevano lasciare perplessi causa tratto troppo marcato o riempimenti eccessivi, oggi è possibile assicurare effetti indistinguibili da pelle o peluria naturali. Ho studiato, affinato lo stile, e ora posso dire d’essere orgogliosa di operare trattamenti che dialogano con il viso senza mai risultare eccessivi o disturbanti”:
Come è nata l’idea del progetto di servizio per LILT?
“Sono una persona molto empatica e sono sempre stata sensibile alla tematica oncologica e a quanto piccole attenzioni potessero fare la differenza, concorrere a far sentire i pazienti meno soli. In passato avevo già trattato alcune donne che necessitavano di dermopigmentazione sopracciliare e, quando ho avuto modo di parlarne con un’amica e vecchia compagna di scuola, vollaboratrice LILT, il progetto ha preso il la. Sono entusiasta di mettere la mia professionalità a servizio”.
Wie funktioniert die Behandlung genau?
“In primis è fondamentale un confronto con la persona: ascolto e dialogo sono irrinunciabili per indagare a dovere il risultato desiderato, bisogni, ma anche fugare eventuali dubbi. Cerco sempre di spiegare come sia un percorso da affrontare senza fretta: solo così posso assicurare l’esatto risultato atteso e, magari, anche più di quello. La fase di progettazione necessita poi di comprendere a dovere morfologia del viso e struttura ossea, ma anche l’ombra dell’occhio, quanto attenga ad espressività e lineamenti. Per questo utilizzo molto le mani: con tocco leggero cerco di ‘conoscere’ al meglio il viso della paziente, così da restituire un risultato il più naturale possibile”.
È davvero così importante quest’indagine conoscitiva?
“Non c’è pratica o lunga esperienza che possa sostituirvisi. Investo molto tempo in questa fase (sempre coinvolgendo la persona) perché basta tralasciare un minimo dettaglio e il tatuaggio potrebbe concorrere a ‘chiudere’ lo sguardo o renderlo più ‘duro’ o ‘triste’. In passato mi aiutavo con alcune App per acquisire dati di simmetria ma, col tempo, ho imparato che nulla restituisce più informazioni dell’accurata osservazione e di un tastamento consapevole del volto. Così facendo mani e occhi allenati sanno avvertire variabilità e intensità espressive, piccole rughe, normali difformità tra l’area destra e sinistra. Solo quando sono completamente consapevole di come procedere, concordemente con la cliente, si passa alla vera dermopigmentazione”.
In pratica, il tatuaggio dà nuova peluria sull’arcata sopracciliare, giusto?
“In parole semplici. Ma è molto più di quello: deve valorizzare ma mai strafare, e mantenersi naturale per quanto più tempo possibile. Servono attenta manualità e delicatezza di tratto, ma anche specifiche procedure ad hoc. Per questo più che di ‘tatuaggio’, questa tecnica è chiamata ‘microblading’: interviene disegnando a mano ogni singolo pelo con dei microaghi sottilissimi, in grado di depositare nel derma quantità minime di colore”.
Quindi nessun effetto “blu” marcato nel tempo?
„Nein, ganz und gar nicht. Erstens werden heute spezifische Pigmente verwendet, die der ‚REACH‘-Verordnung entsprechen, also durch strenge europäische Richtlinien reglementiert sind und zweitens arbeiten wir mit sehr geringem Druck auf der Haut. Es geht praktisch darum, Mikrokratzer zu erzeugen. Je tiefer die Farbe eindringt (wie es bei einer traditionellen Tätowierung der Fall ist), desto eher neigt sie dazu, aufgrund der verschiedenen Hautschichten, die sie abschirmen, ins Graue oder Blaue zu driften, mit dem Risiko, später kalt und unnatürlich zu wirken. Durch die sanfte Technik bleibt das Ergebnis natürlich. Gerade deshalb bevorzuge ich mehrere Sitzungen, damit die Haut ihre natürlichen Regenerationszeiten einhalten kann. Es ist eine sehr präzise Arbeit und braucht Zeit. Am Ende entscheidet die Kundin selbst, ob sie die Pigmentierung allmählich verblassen lässt oder nach einigen Monaten auffrischen möchte. In der Regel ist das Ergebnis des Microbladings vom natürlichen Aussehen der Augenbrauen kaum zu unterscheiden.“
Quanto è importante il microblading dell’area sopracciliare in una donna in trattamento oncologico?
„Sich selbst wiederzuerkennen hat eine enorme Bedeutung. Wenn man in den Spiegel schaut und das eigene Gesicht nicht mehr erkennt, kann das verständlicherweise das Selbstvertrauen stark beeinträchtigen. Es geht dabei nicht darum, Schönheitsidealen aus Medien oder Gesellschaft zu entsprechen. Vielmehr halte ich es für wichtig, dass eine Frau selbst entscheiden kann, ob und wann sie ihr früheres Aussehen wiederfinden möchte. Natürliche Gesichtsausdrücke und die Sicherheit, die das Wohlbefinden mit dem eigenen Körper und Aussehen mit sich bringt, sind manchmal unbezahlbar. Deshalb habe ich mich entschieden, diese Behandlung allen Frau anzubieten, um sie auf ihrem Heilungsweg zu begleiten, der nicht nur medizinisch, sondern auch persönlich ist.“
Tra le domande più frequenti immagino non manchi quella di rito: “ma fa male?”
“È normale chiederlo. E rispondo con piacere che il trattamento produce nulla più che una sensazione di fastidio, un leggerissimo quanto sopportabile bruciore. Ma anche questo solo nella fase iniziale in cui si creano i vari, piccoli peli. Spesso mi dicono che ha fatto più male l’occasionale rimozione, pinzetta alla mano, di qualche pelo utile a rendere l’area più uniforme e pulita. Naturalmente, poi, il fastidio è spesso soggettivo: anche per questo mi adatto sempre a chi ho di fronte, a suoi tempi ed esigenze. Come ho detto, credo molto nell’importanza di fare le cose con la dovuta calma e questo significa anche rispettare tutte le pause necessarie”.
Sollte man ein Foto aus der Zeit vor dem Verlust der Augenbrauen mitbringen?
“Se si ha subito un importante disinfoltimento può aiutare, anche solo per meglio ragionare insieme sul da farsi. Tutto viene comunque valutato sulla base delle singole esigenze, compresa l’eventuale gradualità dell’intervento: capita infatti che alcune persone preferiscano ritornare all’aspetto originario un po’ alla volta, attraverso successivi e dilazionati trattamenti o lente modulazioni del carico di colore”.
Was muss man tun, um diesen Service in Anspruch zu nehmen?
“Basta contattare LILT Bolzano ed esprimere il proprio interesse al trattamento che, naturalmente, dev’essere compatibile con i farmaci che la persona sta eventualmente assumendo. Per questo serve aspettare almeno un mese da alcuni tipi di terapia o anticiparle del medesimo lasso temporale. Non è raro ad esempio preferire procedere alla dermopigmentazione in forma preventiva, così da minimizzare l’impatto estetico di successive perdite di peluria. Qualunque sia la necessità io sono disponibile, anche per una semplice consulenza. Amo quello che faccio così come condividerlo con gli altri: poter sostenere le donne e collaborare con LILT mi onora e riempie di gioia”.